29 Marzo 2026

Karel Komarek, l’investitore che vuole scalare Ferretti Group: “Credo nell’ingegno italiano”

Karel Komarek è l’uomo dietro Kkcg, società di investimento che comprende oltre 300 aziende in più di 40 paesi, con interessi nell’energia, nell’intelligenza artificiale, nell’immobiliare e nel gioco d’azzardo. È la terza persona più ricca della Repubblica Ceca secondo l’ultima classifica di Forbes, con un patrimonio di 10,3 miliardi di dollari. E in questi giorni si parla di lui anche in Italia: ha lanciato un’offerta pubblica per salire dal 14,5% al 29,9% di Ferretti Group, una delle principali aziende mondiali della nautica di lusso. “Non per assumerne il controllo”, dice in questa intervista, “ma per sostenere la prossima fase di sviluppo di Ferretti con una governance più solida e la capacità di agire in modo più deciso”.

Partiamo dall’inizio. Come sono state la sua infanzia e le sue origini?
Sono nato nel 1969 a Hodonín, in Repubblica Ceca, in una regione dalla lunga tradizione industriale ed energetica. Sono cresciuto in una famiglia con una forte vocazione imprenditoriale. Mio padre lavorava nel settore industriale, e questo ha contribuito a orientare i miei interessi verso l’ingegneria e il mondo degli affari fin da giovane.

Com’è cominciata la sua carriera?
Dopo la Rivoluzione di Velluto, nel 1992, ho fondato la mia prima società, M.O.S. Hodonín, un’azienda di commercio all’ingrosso di valvole industriali, avviata con un capitale preso in prestito da mio padre. Quella prima esperienza è stata il trampolino di lancio verso il settore energetico e ha gettato le basi per i miei investimenti successivi. Mi ha insegnato il valore di una visione di lungo periodo.

Dove vive oggi e com’è la sua vita al di fuori degli impegni professionali?
Mi divido tra Repubblica Ceca, Svizzera, Italia e Regno Unito. La famiglia, lo sport e la cultura hanno sempre avuto un posto centrale nella mia vita, accanto all’attività imprenditoriale. Anzi, direi che il business mi ha permesso di dedicarmi di più alle cose che mi danno gioia. Una parte della mia motivazione viene proprio dal fatto che il lavoro può essere gratificante, in tanti modi diversi.

Ha fondato Kkcg nel 1995. Qual era la sua visione per il gruppo all’epoca?
All’inizio Kkcg era una piccola società di investimento, ma già allora ero convinto che occorresse individuare le tendenze emergenti e costruire industrie con una prospettiva di lungo periodo. La mia ambizione era quella di creare un gruppo di investimento diversificato e innovativo, abbastanza flessibile da muoversi con rapidità, allocare il capitale in modo efficace e sviluppare imprese con potenziale di crescita internazionale. Nel mondo degli investimenti si tende spesso a distinguere tra chi assume il pieno controllo operativo di un’azienda e chi invece mantiene un ruolo del tutto passivo. Il mio approccio è diverso: puntiamo a supportare il miglior team manageriale possibile per ciascuna realtà e ad accompagnarlo nella crescita. Kkcg è il vero motore di creazione del valore.

Oggi Kkcg opera nei settori delle lotterie, dell’intrattenimento, dell’It, dell’immobiliare e dell’energia. Quali sono state le svolte decisive nella sua evoluzione?
Una tappa fondamentale è stata l’acquisizione di Sazka, l’operatore della lotteria ceca, nel 2012. La società aveva presentato istanza di fallimento, ma sotto la nostra guida non solo si è ripresa, ma è diventata il nucleo di una delle più grandi aziende mondiali dell’intrattenimento, Allwyn. Oggi Allwyn gestisce lotterie e giochi in Regno Unito, Stati Uniti (Illinois), Grecia, Cipro, Austria, Italia e Repubblica Ceca. In Italia, in partnership con Brightstar (ex Igt), abbiamo contribuito a far crescere in modo costante e migliorare LottoItalia e il suo apporto alle casse dello Stato italiano, che supera i due miliardi di euro l’anno.

Kkcg ha raggiunto dimensioni considerevoli. Come descriverebbe il gruppo oggi?
Oggi Kkcg comprende oltre 300 società attive in più di 40 paesi, con presenza nei settori delle energie rinnovabili, dell’intelligenza artificiale e dell’immobiliare. Il portafoglio include il gruppo Mnd nell’energia, il gruppo Aricoma nei servizi It e importanti sviluppatori immobiliari in tutta Europa. Investiamo anche in startup ad alto potenziale. La filosofia del gruppo è quella di una crescita sostenibile nel lungo periodo, sostenuta da capitale proprio e da una profonda conoscenza settoriale.

Kkcg si è espansa anche al di fuori dell’Europa, inclusi gli Stati Uniti. Può fare un esempio?
Sì: nel 2023 abbiamo inaugurato un impianto per la produzione di metanolo in West Virginia attraverso Us Methanol, una società che abbiamo fondato nel 2016. È parte del nostro impegno più ampio per uno sviluppo industriale sostenibile. Anche Allwyn, la nostra divisione dell’intrattenimento, gestisce lotterie e altri giochi negli Stati Uniti.

Lei è stato tra i primi a cogliere il potenziale del gruppo Ferretti. Che cosa l’ha spinta in quella direzione?
Sono personalmente attivo in questo settore da molti anni, sia come appassionato velist,a sia come armatore di yacht a motore. Da oltre un decennio sono proprietario di imbarcazioni Pershing, Riva e Wally e un cliente assiduo della comunità Ferretti Group. Ma il mio coinvolgimento va ben oltre la semplice proprietà: ho avuto modo di entrare in contatto con il lato ‘costruttore’, acquisendo una conoscenza diretta dello sviluppo dei prodotti, della maestria artigianale e dell’evoluzione tecnica degli yacht ad alte prestazioni. Ho così costruito legami solidi con figure di primo piano del mondo della nautica internazionale. Ciò che mi ha attratto di Ferretti, fin dall’inizio, è la combinazione di eccellenza ingegneristica, leadership nel design e una straordinaria tradizione industriale italiana. È un’azienda in cui artigianalità, innovazione e prestigio internazionale del brand si fondono come raramente accade. Come dicevo, ho cominciato da cliente, acquistando il mio primo yacht con Ferretti. E conoscendo la qualità straordinaria dei loro prodotti, quando si è presentata l’opportunità di investire nell’azienda, ne sono stato molto onorato. Dico spesso che credo profondamente nell’ingegno innovativo italiano. Aziende come Ferretti dimostrano come ingegneria, creatività e design possano combinarsi per creare qualcosa di unico al mondo. Quando Kkcg è diventata azionista, dopo la quotazione a Milano, per me era chiaro che Ferretti possedesse tutti gli ingredienti di un’azienda di livello mondiale, con un significativo potenziale di crescita nel lungo periodo. Per me, Ferretti è un gioiello dell’industria italiana. È per questo che, attraverso Kkcg Maritime, abbiamo recentemente lanciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria per aumentare la nostra quota dal 14,5% al 29,9%: non per assumerne il controllo, ma per sostenere la prossima fase di sviluppo di Ferretti con una governance più solida e la capacità di agire in modo più deciso. Il nostro obiettivo non è modificare l’identità dell’azienda, ma accompagnare la sua prossima fase di crescita con un impegno di lungo periodo, una governance forte e il pieno rispetto del management italiano che ha saputo costruire un brand di successo a livello globale. La nostra filosofia di investimento è sempre la stessa: individuare aziende eccellenti, sostenere la loro leadership e aiutarle a crescere in modo sostenibile. Ferretti rappresenta già il meglio dell’ingegneria e del design italiani. La nostra ambizione è semplicemente quella di aiutare l’azienda a crescere ulteriormente su scala globale.

L’Italia sembra occupare un posto speciale nella sua storia imprenditoriale. Perché è così importante per lei e che cosa apprezza di questo Paese, soprattutto ora che Kkcg è azionista del gruppo Ferretti?
L’Italia è importante per me su più livelli: strategico, professionale e personale. Dal punto di vista degli affari, l’Italia è da tempo uno dei mercati più rilevanti per noi in Europa. Nel settore delle lotterie, rappresenta il più grande mercato di lotteria numerica dell’Europa occidentale, dove Allwyn detiene una quota consortile del 32,5% in LottoItalia. Quella partecipazione ha segnato il nostro ingresso significativo in un paese con una tradizione di gioco straordinariamente radicata e una base di consumatori molto coinvolta: una combinazione ideale per il nostro approccio basato sui dati per valorizzare le lotterie nazionali. Ma, come accennavo, l’Italia è diventata ancora più centrale nella nostra storia con l’investimento di Kkcg nel gruppo Ferretti, uno dei costruttori di yacht di lusso più iconici al mondo. Siamo azionisti dalla quotazione di Ferretti su Euronext Milan nel 2023 e, come spiegavo, Kkcg Maritime ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria per contribuire in modo più attivo alla crescita futura e alla governance di Ferretti. L’opportunità di approfondire il nostro coinvolgimento in Ferretti non è soltanto un’operazione finanziaria. Risponde a qualcosa di più profondo. L’Italia custodisce una tradizione straordinaria di artigianato, eccellenza ingegneristica e design. Ferretti incarna tutto ciò: precisione, bellezza, innovazione e una reputazione globale di qualità. È un’azienda che non costruisce solo yacht, ma opere d’arte. Per qualcuno come me, che ama sia l’ingegneria che la cultura, è impossibile non ammirare ciò che Ferretti rappresenta. Sul piano personale, l’Italia è legata a molte delle cose a cui tengo. La mia attività filantropica si intreccia spesso con le arti: la musica classica, i progetti culturali, le iniziative per la tutela del patrimonio culturale. In Italia si percepisce quell’anima artistica ovunque: nell’architettura, nella musica, nel modo di vivere. Si allinea perfettamente con i valori che sosteniamo attraverso la nostra fondazione di famiglia. Anche il legame dell’Italia con lo sport e la performance mi parla, in particolare considerando il nostro impegno a sostegno del talento e dell’uguaglianza in ambiti come il motorsport. Quando si mette insieme tutto questo — un mercato strategico, un’azienda di livello mondiale come Ferretti, una profondità culturale senza pari e una naturale consonanza con i nostri valori — è facile dirlo: l’Italia non è solo importante per i nostri affari. È un Paese che apprezzo sinceramente e dal quale mi lascio ispirare.

È diventato sempre più attivo nel campo della filantropia. Che cosa la muove in questa direzione?
Mia moglie e io abbiamo fondato la Karel Komárek Family Foundation, che sostiene lo sviluppo delle comunità, le arti e il patrimonio culturale, l’istruzione e le necessità umanitarie. Essere cresciuto in una società in profonda trasformazione mi ha insegnato quanto sia importante l’accesso alle opportunità. Restituire qualcosa è un modo fondamentale per creare opportunità per gli altri.

Una parte significativa della sua filantropia è rivolta alla musica e alla cultura. Come è nata questa passione?
La musica classica è sempre stata una passione. Ho co-fondato il Dvořák Prague Festival nel 2008 per celebrare l’eredità di Antonín Dvořák e portare la grande musica a Praga. Contribuisco anche al sostegno del Kennedy Center di Washington D.C. e dell’Orchestra Sinfonica di Lucerna, in Svizzera.

È coinvolto anche nella filantropia sportiva, in particolare nel motorsport.
Insieme all’ex pilota di F1 David Coulthard ho co-fondato More Than Equal, una no-profit globale che si occupa di individuare e formare la prima campionessa del mondo di Formula 1. Unisce due cose a cui tengo profondamente: le opportunità e lo sport d’élite.

La vela è una sua grande passione personale. Che posto occupa nella sua vita? Perché gareggia nelle regate di V-class yacht racing e cosa le dà, personalmente, questa esperienza?
La vela unisce molte cose che amo: la competizione, il lavoro di squadra e la precisione. Il nostro team gareggia contro alcuni dei migliori equipaggi al mondo nella flotta Maxi, e il livello della competizione ci spinge costantemente a migliorarci. Nella scorsa stagione abbiamo partecipato al circuito del Mediterraneo, tra cui PalmaVela, gli Europei Maxi di Sorrento e Les Voiles de Saint-Tropez, e abbiamo concluso con una vittoria nella classe Maxi 1. Ciò che mi affascina particolarmente è la sfida di gareggiare a questo livello. Ogni regata è diversa: a volte si vince dopo una gara perfetta, altre volte bisogna fare i conti con imprevisti o problemi tecnici. Insegna la resilienza e la capacità di adattamento, qualità che contano tanto nello sport quanto negli affari. Sul piano personale, la vela mi dà chiarezza interiore ed equilibrio. Quando sei in acqua, tutto si semplifica: il vento, la barca e il team. Ti costringe a essere pienamente presente e ti ricorda che il successo dipende sempre dalla fiducia, dalla preparazione e dallo spirito di squadra.

L’articolo Karel Komarek, l’investitore che vuole scalare Ferretti Group: “Credo nell’ingegno italiano” è tratto da Forbes Italia.