Modigliana, nell’Appennino romagnolo, è una realtà ancora poco conosciuta, caratterizzata da vigneti tra i boschi e da altitudini che influenzano il lavoro della vite. Qui nasce Inoro, il nuovo Albana di Cantina Maurizio Costa: un vino che riflette in modo diretto questo contesto produttivo.
Modigliana non urla come altre denominazioni più celebri. Non è Bolgheri, non è la Napa Valley. E forse proprio per questo ha qualcosa di più raro: autenticità. “Tanta diversità in un microcosmo”, racconta Donato Lanati, tra i più autorevoli enologi italiani e a capo del nuovo progetto: “Qui, la differenza la fanno i valori”.
In queste colline il Sangiovese trova una delle sue espressioni più eleganti, mentre il Cabernet Franc sorprende per equilibrio e profondità. Ma è con l’Albana, varietà autoctona antichissima, già citata da Catullo e legata alla leggenda di Galla Placidia, che questa terra torna a raccontare una storia quasi dimenticata.
Inoro è il primo bianco della cantina, un Albana in purezza che affonda le radici a circa 300 metri di altitudine. Un tributo alla leggenda: “Non di così rozzo calice sei degno, ma di berti in oro!” esclamò una delle donne più potenti dell’epoca, governatrice dell’intero Impero Romano d’Occidente. Acciaio, nove mesi sur lie, appena 2600 bottiglie: numeri piccoli per un progetto grande. Ma ridurlo a una scheda tecnica sarebbe un errore. Non è un prodotto da scaffale, ma una destinazione. La cantina stessa diventa un luogo da raggiungere, non un punto vendita.
Dietro questo progetto c’è una visione corale, in cui la tecnica incontra una sensibilità rara. Donato Lanati guida la parte enologica con l’ambizione di portare la Romagna a picchi qualitativi altissimi, mentre Andrea Paoletti ha selezionato con precisione gli appezzamenti più adatti, abbassando le rese per inseguire un’idea precisa di eleganza e finezza. A tenere insieme tutto è Elena Continelli, direttrice della cantina e anima operativa di un progetto che ha nel territorio il suo primo vero protagonista. “Grande vino per creare piacere attraverso la natura”, sintetizza Lanati, sottolineando come il vero collante umano e progettuale sia proprio la Continelli.
L’azienda
La storia di questa cantina nasce però prima, dalla passione e dalla visione di Maurizio Costa, che insieme alla moglie scelse di investire in questo angolo di Romagna, nel cesenate, una zona poco rinomata per il vino, quando ancora pochi ne intuivano il potenziale. Oggi sono i figli, Angelo Costa e Francesco Costa, a portare avanti il progetto, con l’obiettivo di custodire quell’eredità ma al tempo stesso spingerla verso nuovi orizzonti qualitativi.
L’azienda si estende su 113 ettari di proprietà, di cui 14 vitati, in prevalenza a Sangiovese, a cui si sono affiancati nel tempo vitigni internazionali come Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot. Più recentemente è stata introdotta anche l’Albana, destinato a diventare protagonista di nuove etichette. Il tutto si inserisce in un vero e proprio mosaico naturale ad anfiteatro, che alterna vigne e boschi tra i 300 e i 600 metri di altitudine.
A rendere questo ecosistema ancora più unico contribuisce la presenza di circa mille ulivi all’interno della Brisighella Dop, insieme a querce secolari e alla presenza di tartufi bianchi pregiati. Un ambiente complesso e ricco, che non solo favorisce la coltivazione della vite, ma restituisce vini che sono il riflesso diretto di questa biodiversità.
La filosofia
Accanto a questa visione agricola profonda, si muove anche un’anima imprenditoriale contemporanea. I fratelli Costa sono infatti attivi nel mondo dell’hospitality e della ristorazione internazionale attraverso ISI Holding Srl, realtà che gestisce e sviluppa format come Crazy Pizza, portandoli in alcune delle piazze più dinamiche a livello globale. Eppure, proprio qui sta il contrasto più interessante: mentre quel mondo corre veloce, a Modigliana si sceglie il tempo lungo della natura.
È una filosofia che si riflette anche nel modo di pensare al vino e al business. In un’epoca dominata dalla tecnologia e dalla velocità, lavorare con la terra significa accettare l’imprevedibilità, tornare a un pensiero “arcaico ma pieno di colori”, riscoprire un legame autentico con il tempo e con i valori. Non si tratta di inseguire le mode, ma di creare pochi vini, destinati a restare.
La presentazione delle nuove annate – 2022 e 2023 – dei vini storici Floss, Cento e MoDi, insieme all’anteprima di InOro, segna così un passaggio importante. Non solo per la cantina, ma per un territorio intero che sta trovando una voce sempre più definita. “Questo territorio è fatto dalle persone che lo abitano”, racconta ancora Lanati. “Stanno lavorando per tutti, per la Romagna”.
“Presentare i nuovi millesimi dei nostri tre vini significa per noi dare forma, in modo sempre più chiaro, al percorso che stiamo costruendo e al legame profondo con il terroir di Modigliana” – spiegano Angelo e Francesco Costa.
InOro nasce così: da una scommessa, da una visione e da un’idea di eleganza che non ha bisogno di imporsi. Un vino che guarda al presente ma pensa già al futuro, con l’ambizione di essere ricordato. Perché, alla fine, la vera differenza non la fanno le mode o i territori più celebrati, ma i valori che si scelgono di seguire. E Modigliana, oggi, sembra averli trovati.
L’articolo Inoro e Modigliana: vino e territorio nella Romagna contemporanea è tratto da Forbes Italia.