2 Aprile 2025

Il neo-miliardario Fabrizio Di Amato investe nell’azienda vitivinicola San Filippo di Montalcino

Giorni fa, i cieli di Montalcino sono stati più trafficati del solito. C’era un bel via vai d’elicotteri nel versante Est della cittadina del Brunello. Era la stretta finale delle operazioni che hanno portato l’imprenditore Fabrizio Di Amato – neo-miliardario secondo la classifica 2025 di Forbes con un patrimonio stimato di 2,1 miliardi di dollari – ad entrare nel capitale sociale dell’azienda vitivinicola San Filippo, ora dotata di eliporto per accogliere il nuovo co-proprietario.

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Chi è il neo-miliardario Fabrizio Di Amato

Fabrizio Di Amato, nato a Roma, class 1963, è il fondatore e presidente della quotata Maire, tra i principali contractor di impiantistica e ingegneria oil & gas e petrolchimico su scala globale. Per il Gruppo MT parlano i numeri: ricavi in crescita a 5,9 miliardi (+38,5%), margine operativo lordo oltre i 386,4 milioni (+40,8%). Appassionato pilota d’elicotteri, tramite il family office, Di Amato ha rilevato il 100% delle quote di Esperia, Luxury Helicopter Operator.

L’acquisizione (da Edison) di Tecnimont venne valutata come la seconda più importante operazione di merging & acquisition in Italia. L’ingresso nell’azienda montalcinese non è di questa portata, ma è comunque sfidante: il comparto del vino sta lottando con svolte salutiste, climatiche, s’aggiunga la tempesta dei dazi a stelle e strisce.

Quest’operazione segna il primo ingresso nel mondo dei vini di Fabrizio Di Amato, a spingerlo – ci spiega – “è stata la passione per il made in Italy di qualità e l’antica amicizia con Giannelli”. La tenuta San Filippo è un piccolo borgo dal lungo passato, dopo secoli di povertà – così l’intera Montalcino – rinacque come azienda nel 1972; di lì a 30 anni veniva acquistata dal fiorentino Roberto Giannelli, l’artefice del rinnovo degli edifici abitativi e produttivi. Oggi San Filippo conta 22 ettari di cui 10 vitati, 5,5 a Brunello e 2,5 a Rosso di Montalcino per una produzione annua di 15mila bottiglie di Rosso di Montalcino e fra le 25 e le 27mila di Brunello.

La tenuta San Filippo a Montalcino

San Filippo si colloca sul versante Est di Montalcino, ai piedi del colle dove operano due icone del Brunello come Cerbaiona e Salvioni, due marchi che hanno contribuito più di altri alla proiezione internazionale della denominazione rendendo questo versante tra i più prestigiosi dell’area.

Premesso che un ettaro vitato a Brunello vale tra i 750.000 euro e 1 milione di euro (così riporta la rivista di riferimento WineNews), a Montalcino s’è creato un prodigioso equilibrio tra aziende di famiglie autoctone e aziende acquisite da facoltosi appassionati di vino, italiani e stranieri, attratti dalle beltà della Val d’Orcia e dalla forza della denominazione. A questi ultimi va il merito di aver impresso svolte, ma anche solo un cambio di passo alle aziende, come sempre quando si aprono nuovi capitoli.

E così Biondi-Santi è ora proprietà della famiglia Descours (Gruppo EPI), Il Palazzone appartiene a Peter Kern, fino all’anno scorso Ceo di Expedia, l’uomo che nel 2021 con uno stipendio di 296 milioni di dollari figurò tra i manager più pagati degli Usa. Poggio di Sotto è nel portfolio della famiglia Tipa-Bertarelli, Alejandro Bulgheroni ha acquistato Poggio Landi, mentre a Francesco Illy appartengono Le Ripi e Mastrojanni. Andrè Esteves ha rilanciato Argiano arricchendola con una collezione privata di opere d’arte e un festival gioiello di musica barocca.

L’articolo Il neo-miliardario Fabrizio Di Amato investe nell’azienda vitivinicola San Filippo di Montalcino è tratto da Forbes Italia.