1 Luglio 2026

I guadagni miliardari di Donald Trump tra criptovalute e azioni IA

Oltre 1 miliardo di dollari. Questo è quanto ha guadagnato nell’ultimo anno il presidente americano Donald Trump dalle criptovalute, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. La cifra si è aggiunta ai proventi derivanti da accordi di royalty, dal settore immobiliare e da transazioni legali.

Durante il primo anno della sua seconda amministrazione, Donald Trump, che secondo Forbes ha un patrimonio di 6 miliardi di dollari, ha puntato sul settore delle criptovalute, trasformando gli investimenti digitali in una fonte di guadagni reali. I guadagni del 2025 hanno incluso 635 milioni di dollari in royalty attraverso un’entità legata alla “memecoin” di Trump lanciata pochi giorni prima del suo insediamento e più di 500 milioni di dollari in proventi da vendite di token da parte di World Liberty Financial, l’iniziativa crypto di punta della famiglia Trump, mostra il documento depositato presso l’Office of Government Ethics.

Inoltre, tra le varie voci, il presidente ha dichiarato due beni dal valore superiore a 50 milioni di dollari l’uno, identificati nel modulo, come “chiave virtuale Bitcoin per portafoglio di criptovalute (detenuta in un cold wallet)”. In termini più semplici, si tratta di una riserva personale di Bitcoin che, se sommata alla quota indiretta detenuta attraverso gli investimenti in criptovalute di Trump Media, porta la sua esposizione totale a oltre 500 milioni di dollari secondo le stime di Forbes.

La strategia sui titoli dell’intelligenza artificiale

Il boom delle valute digitali rappresenta solo una parte della strategia finanziaria di Trump. Un’indagine di Forbes su circa 240 operazioni azionarie superiori a 250mila dollari ha rivelato che i 10 migliori investimenti di Trump si concentrano tutti nel comparto tecnologico, cavalcando quel boom dell’intelligenza artificiale che il presidente ha messo al centro della propria agenda governativa. La scommessa più redditizia è stata Dell Technologies. Trump ha acquistato azioni a febbraio per un valore tra 1 e 5 milioni di dollari; con il titolo decollato del 142% grazie ai data center IA, un investimento mediano di 3 milioni di dollari si è tradotto in circa 7,3 milioni attuali.

La stessa dinamica ha premiato Amd (+136%), acquistata a febbraio prima che l’amministrazione le concedesse una discussa deroga per esportare chip in Cina. Nello stesso modo, Texas Instruments è cresciuta del 60% dopo un posizionamento a gennaio che ha anticipato un piano industriale da 60 miliardi lodato dal governo, mentre Jabil è salita del 40% in scia agli elogi ufficiali della Casa Bianca per la produzione di server IA.

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Gli investimenti sbagliati

Nel portafoglio di Trump non mancano però le scommesse perdenti, a partire da alcuni titoli penalizzati proprio dai timori legati all’avvento dell’intelligenza artificiale. È il caso dei colossi del software Workday e Adobe, in cui l’ex presidente ha investito lo scorso 10 febbraio una cifra compresa tra 1 e 5 milioni di dollari ciascuno. Entrambe le società scontano la paura che i loro prodotti di punta — il software per le risorse umane di Workday e gli strumenti di grafica di Adobe — possano essere rimpiazzati dalla tecnologia generativa. Con Adobe in calo del 10% e Workday del 20%, ipotizzando un investimento medio di 3 milioni a titolo, la perdita complessiva stimata sfiora i 900mila dollari.

I trend tecnologici, tuttavia, non sono l’unica causa di sofferenza. Il ribasso più pesante è quello di Fidelity National Information Services, colosso fintech in parabola discendente dal picco del 2021. Stesso discorso per il gigante dell’aerospazio Boeing, penalizzato dalle tensioni geopolitiche in Iran e ripresosi solo parzialmente.

Trump Media

Intanto, le azioni di Trump Media sono crollate di oltre il 46% dall’inizio dell’anno, perdendo 405,9 milioni di dollari nei primi tre mesi del 2026. Quotatasi sul Nasdaq nel 2024 con un debutto a 70,90 dollari, la società ha vissuto una forte volatilità: scesa a circa 13 dollari a sei mesi dall’Ipo, era poi risalita intorno ai 40 dollari in concomitanza con l’insediamento di Trump. Il bilancio del 2025 si è chiuso con una perdita netta di 712 milioni di dollari, causata principalmente da 368,7 milioni di minusvalenze non realizzate e investimenti in criptovalute, asset digitali e azionario. A fronte di questi numeri, la principale fonte di ricavi — la pubblicità su Truth Social — ha generato appena 3,7 milioni di dollari nel 2025, lasciando la capitalizzazione di mercato della società poco al di sotto dei 2 miliardi di dollari.

L’articolo I guadagni miliardari di Donald Trump tra criptovalute e azioni IA è tratto da Forbes Italia.