16 Gennaio 2026

Gruppo San Donato scommette su Libia: 2 miliardi in sanità ed energia

Articolo tratto dal numero di gennaio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Ha bruciato le tappe in pochi anni, diventando una catena di oltre 50 farmacie che assicura un presidio di salute a livello territoriale, con una squadra di 700 professionisti tra farmacisti, operatori e specialisti. Farmacie Italiane ha contribuito a creare un modello di farmacia moderna, sostenibile e tecnologicamente evoluta.

Ora il primo gruppo 100% italiano è finito nel mirino delle multinazionali. Da mesi si parla di una possibile acquisizione da parte del colosso europeo Dr. Max, in un mercato in cui la concentrazione aumenta e la competizione si gioca su scala internazionale.

Umberto Gallo e una leadership non convenzionale

L’attenzione verso Farmacie Italiane ha fatto parlare anche del suo amministratore delegato, Umberto Gallo, architetto di formazione. In un momento delicato, Gallo ha scelto di non perdere di vista l’obiettivo principale. “Il mercato muta rapidamente”, ha detto, “ma ciò che non cambia è il valore del progetto e delle persone che lo costruiscono”. Un invito, al di là delle trattative e delle indiscrezioni, a concentrarsi sul lavoro quotidiano. Nella consapevolezza che, in un settore in rapida trasformazione, ci possono essere evoluzioni in qualsiasi momento.

Gallo è arrivato a guidare una delle realtà più osservate del retail farmaceutico italiano dopo un percorso formativo non tradizionale. Non ha studiato da manager, ma ha una formazione da architetto. Il suo ingresso nel settore farmaceutico è nato dal desiderio di affiancare la sorella Teresa alla guida della Farmacia Loreto di Napoli, la città dove è nato e cresciuto.

Digitale come estensione della relazione

Nella sua visione, il digitale è l’estensione naturale della relazione tra farmacista e cliente: connette le persone alla proposta di valore della farmacia, superando le distanze fisiche. Già in passato, in tempi in cui la parola ‘e-commerce’ sembrava distante dalla quotidianità del banco, Gallo ha visto nella multicanalità un’opportunità da trasformare in un vantaggio competitivo. Una mossa che ha catturato l’interesse di Farmacie Italiane per il primo e-commerce in Italia: è arrivata così l’acquisizione di Farmacia Loreto e, per Gallo, la proposta di una collaborazione. Non come dirigente, ma come consulente esterno alla trasformazione digitale, per via della capacità imprenditoriale dimostrata facendo diventare la propria farmacia un benchmark nazionale.

Una posizione tutt’altro che facile, in un’entità in fase di costruzione e, soprattutto, legata a un business molto tradizionale. Ma anche una grande opportunità per chi sa guardare oltre. Gallo ha scelto il basso profilo. Ha osservato l’azienda, analizzato i processi, ridisegnato flussi e modelli con la mentalità di chi ha passato anni a progettare spazi. Il digitale non è solo tecnologia, ma un’architettura invisibile dal potenziale enorme. In pochi anni è passato da consulente esterno a figura centrale della trasformazione, fino a diventare direttore generale e, oggi, amministratore delegato. In un settore che racconta ancora il digitale come antagonista della tradizione, Gallo ha ribaltato la narrativa: non vede una contrapposizione, ma un’estensione. “Non c’è nessun conflitto tra umano e digitale”, spiega. “Solo la possibilità di creare maggior valore”.

Il ruolo della tecnologia

Nella sua visione, la tecnologia amplifica ciò che le persone sanno fare meglio, liberando tempo e migliorando l’esperienza del pubblico. È un modo di pensare che si percepisce nei nuovi format del gruppo: luoghi pensati come ecosistemi fluidi, dove relazione e innovazione convivono senza frizioni. In Farmacie Italiane non si sta vivendo una rivoluzione tecnologica, ma un cambiamento gentile, fatto di ascolto, continuità e re-design. L’imprenditore ha avuto la capacità di osservare con altri occhi e, senza distruggere l’esistente, capirlo e trasformarlo. Il tema del capitale umano è centrale.

Nel dibattito contemporaneo, dominato da fondi, investimenti e grandi operazioni, per Gallo il vero asset competitivo non sono i capitali finanziari, ma le persone. “Senza capitale umano”, sostiene, “un’azienda è soltanto un contenitore”. Nei suoi modelli organizzativi, la centralità delle competenze e delle relazioni è ciò che permette al digitale di esprimere il massimo potenziale. Non esiste tecnologia che possa sostituire un team preparato, motivato, valorizzato. E così, mentre il mercato osserva i movimenti dei grandi gruppi e le farmacie italiane entrano sempre più nei radar delle grandi realtà europee, Gallo vuole costruire un nuovo modo di essere azienda. Una realtà imprenditoriale capace di adattarsi, crescere e cambiare, mantenendo salde le sue fondamenta, cioè le persone. Un lavoro silenzioso, costante, che porta la firma di chi ha imparato a progettare prima ancora che a dirigere.

L’articolo Gruppo San Donato scommette su Libia: 2 miliardi in sanità ed energia è tratto da Forbes Italia.