13 Marzo 2026

Gli Stati Uniti hanno allentato alcune sanzioni sul petrolio russo

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato un allentamento di alcune sanzioni sul petrolio russo, ma la mossa non ha provocato movimenti significativi nei prezzi globali del greggio, che sono rimasti sopra i 100 dollari al barile. Intanto la guerra in corso con l’Iran continua a interrompere il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz.

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Fatti chiave

In un post su X, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato: “Per aumentare la portata globale dell’offerta esistente, il Tesoro degli Stati Uniti sta concedendo un’autorizzazione temporanea che permette ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare”.
Bessent ha aggiunto che questa “misura mirata e di breve periodo si applica esclusivamente al petrolio già in transito e non fornirà un beneficio finanziario significativo al governo russo, che ricava la maggior parte delle entrate energetiche dalle tasse applicate al momento dell’estrazione”.
Le esenzioni resteranno in vigore fino all’11 aprile e, secondo analisti citati dall’Associated Press, la decisione potrebbe riaprire l’accesso a circa 125 milioni di barili di petrolio russo soggetto a sanzioni attualmente bloccato in mare.
Nel suo post, Bessent ha definito l’attuale impennata dei prezzi globali del petrolio una «interruzione temporanea e di breve periodo che, nel lungo termine, produrrà un enorme beneficio per la nostra nazione e per la nostra economia».

Come hanno reagito i mercati petroliferi?

Dopo essere salito di oltre il 10% il giorno precedente, il benchmark globale Brent è rimasto sopra i 100 dollari al barile nelle prime ore di venerdì. Anche il benchmark statunitense West Texas Intermediate (WTI) è rimasto sopra i 95 dollari al barile, sostanzialmente invariato nonostante l’allentamento delle sanzioni.

In precedenza, giovedì, il presidente Donald Trump aveva lasciato intendere di non essere preoccupato dall’aumento dei prezzi del petrolio, scrivendo su Truth Social: “Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono guadagniamo molto”. Ha poi aggiunto che “fermare un impero malvagio, l’Iran, dall’ottenere armi nucleari e dal distruggere il Medio Oriente e… il mondo” è per lui molto più importante.

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Critiche

La democratica più influente nella Commissione Esteri del Senato, Jeanne Shaheen (New Hampshire), ha scritto su X: “Mentre Putin aiuta l’Iran a colpire gli americani in Medio Oriente, il Presidente sta ora riempiendo le casse di guerra del Cremlino. Invece di mettere sotto pressione l’economia russa già in difficoltà, la guerra mal pianificata del Presidente sta regalando a Putin una rendita inattesa, mentre le famiglie americane devono affrontare prezzi più alti”.

A margine

La decisione del Tesoro arriva appena un giorno dopo l’incontro in Florida tra l’inviato economico speciale del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, e l’inviato speciale di Trump Steve Witkoff, insieme al genero del presidente Jared Kushner e al consigliere senior della Casa Bianca Josh Gruenbaum.

In un post su X, Witkoff ha affermato che durante l’incontro sono stati discussi “una varietà di temi”, senza fornire ulteriori dettagli. Dmitriev, invece, ha scritto su Telegram che le due parti hanno parlato della “crisi” in corso nei mercati energetici globali e ha sostenuto che gli Stati Uniti stanno “iniziando a comprendere meglio il ruolo chiave e sistemico del petrolio e del gas russi nel garantire la stabilità dell’economia globale e l’inefficacia e la natura distruttiva delle sanzioni contro la Russia”.

L’articolo Gli Stati Uniti hanno allentato alcune sanzioni sul petrolio russo è tratto da Forbes Italia.