22 Luglio 2026

Foodservice, la cucina italiana vale 253 miliardi e guida la corsa globale della ristorazione

La cucina italiana nel mondo ha raggiunto i 253 miliardi di euro di valore nel 2025 e si conferma la più attrattiva per gli investitori. Il foodservice italiano, ovvero il mercato della ristorazione e dei consumi alimentari fuori casa, vale 84 miliardi di euro nel 2025 e si colloca al sesto posto nel ranking mondiale. Sono queste le principali evidenze che emergono dalla settima edizione del Deloitte Foodservice Market Monitor 2026, il report di Deloitte che fotografa il valore del settore foodservice e le sue tendenze a livello globale.

“Quest’anno il report di Deloitte fotografa un settore in via di stabilizzazione, dopo la fase di recupero post-pandemica, ma con dinamiche di crescita sempre più concentrate nei format scalabili e nelle catene organizzate”, dichiara Tommaso Nastasi, strategy and value creation leader di Deloitte. “La velocità di espansione del segmento quick service restaurant italiano – quasi doppia rispetto alla media mondiale – e l’accelerazione delle operazioni di m&a segnalano che gli operatori con modelli di business scalabili stanno cogliendo opportunità in un mercato storicamente frammentato”.

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Il mercato italiano: boom delle catene e dei quick service restaurant

In Italia il divario di crescita tra catene e operatori indipendenti è il più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate: +7,2% per le catene contro +0,6% per gli operatori indipendenti nel periodo 2019-2025. Le catene quick service restaurant, in particolare, crescono al +10,5%, quasi il doppio della media globale (+6,1%), guadagnando il 6,2% della quota di mercato.

“È questo il segnale più chiaro di un fenomeno che il settore definisce chainization – ovvero il processo attraverso il quale i format organizzati e scalabili sostituiscono progressivamente la ristorazione indipendente, contribuendo a consolidare un settore storicamente frammentato e dominato da operatori indipendenti. Un fenomeno che in Italia sta avanzando a un ritmo superiore rispetto alle principali aree geografiche mondiali”, commenta Nastasi.

Nonostante questa accelerazione, la penetrazione delle catene in Italia rimane ancora bassa rispetto agli standard internazionali: 11% contro il 35% della media mondiale, segnalando un ampio margine di sviluppo in questo segmento. Il mercato italiano rimane caratterizzato da una forte preferenza per i full service restaurant, che rappresentano il 50% del valore complessivo. Tuttavia, la crescita è sempre più trainata dai quick service restaurant che si confermano il principale motore di espansione anche nelle proiezioni 2025-2030 (+1,2% atteso), in un mercato complessivo previsto sostanzialmente stabile (-0,3% atteso 2025-2030).

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Crescono valore e il numero di operazioni di M&A

La cucina italiana nel mondo raggiunge i 253 miliardi di euro nel 2025 e rappresenta oggi il 19% del mercato globale dei full service restaurant, confermandosi la categoria più ricercata a livello internazionale.

Il mercato delle fusioni e acquisizioni nel foodservice italiano registra una netta accelerazione: 34 deal nel periodo 2022-2025 contro i 20 del 2016-2019, con un incremento medio di +3,5 operazioni annue. La cucina italiana si conferma la più attrattiva per gli investitori, rappresentando il 39% di tutti i deal italiani, di cui il 21% legato alle pizzerie. Fast food e healthy food rappresentano ciascuno il 18% dei deal post-Covid, a testimonianza di un crescente interesse per format scalabili.

L’Europa guida la crescita, Nord America in prima posizione

Il mercato globale del foodservice ha raggiunto i 2.981 miliardi di euro nel 2025 (+2,2%), segnando un ritorno ai tassi di crescita pre-pandemici (+2,1% nel periodo 2016-2019).

A livello regionale, l’Europa guida la crescita con il +6%, la performance più alta tra tutte le aree geografiche. Il Nord America consolida la propria posizione con il +4 p.p. di quota rispetto al 2019, mentre si stima che l’area Asia-Pacifico tornerà a guidare l’espansione nel periodo 2025-2030, sebbene abbia perso il 5 p.p di quota rispetto al 2019. Sul fronte dei format, i quick service restaurant guidano la crescita anche a livello globale (+4,6% 2019-2025), raggiungendo il 33% di quota di mercato nel 2025 (+4 p.p. dal 2019).

La trasformazione strutturale più rilevante riguarda i canali di consumo: il delivery ha guadagnato +15 p.p. di quota dal 2019, con i ricavi generati attraverso delivery, asporto e altri canali off-premise che rappresentano ora il 45% del valore totale del foodservice globale.

L’articolo Foodservice, la cucina italiana vale 253 miliardi e guida la corsa globale della ristorazione è tratto da Forbes Italia.