18 Marzo 2026

Energia pulita e efficienza industriale: il futuro delle imprese italiane passa dalle tecnologie cleantech

Il cambiamento climatico è un tema attuale e non più una minaccia lontana: sta già trasformando il mondo. Con il termine Cleantech si intendono tutte le tecnologie dedicate alla produzione, gestione e ottimizzazione sostenibile dell’energia e delle risorse.
Considerato fino a pochi anni fa un settore emergente, oggi è uno dei pilastri della nuova politica industriale europea e degli obiettivi più interessanti per il mondo degli investimenti.

Avere successo nel settore è una sfida complessa: emergono nuove tecnologie, le politiche cambiano ed è difficile prevedere quali tecnologie si affermeranno e quali falliranno. Le tecnologie pulite, per poter essere diffuse su larga scala ed essere una opportunità di crescita, necessitano di politiche adeguate. La corsa di queste tecnologie sta avanzando a un ritmo sempre più elevato. E la traiettoria di crescita verso il traguardo stimato degli 87 miliardi di euro di valore di mercato in Italia entro il 2030 si avvicina a passi sempre più rapidi.

A spingere questa accelerazione non sono soltanto gli obiettivi climatici o le politiche di transizione energetica, ma anche la geopolitica. In primis i nuovi shock energetici, come dimostra l’attuale escalation nel Golfo e il rischio di instabilità nelle rotte petrolifere globali, che chiariscono ogni giorno di più quanto sicurezza energetica, innovazione tecnologica e sostenibilità siano ormai parte della stessa equazione industriale.

In questo scenario, il primo fronte della transizione riguarda inevitabilmente la produzione di energia rinnovabile e l’ottimizzazione degli impianti esistenti. Un esempio concreto arriva da EnergRed, realtà cleantech specializzata nello sviluppo di impianti fotovoltaici industriali e nel loro revamping per l’autonomia energetica. Secondo i dati Terna, infatti, il 49% della potenza fotovoltaica oggi in funzione in Italia – pari a circa 16,5 GWp – è antecedente al 2014, con una perdita stimata di 6,5 TWh annui. Dal solo revamping, l’Italia potrebbe trarre un valore complessivo di circa 23 miliardi di euro, secondo il loro Centro Studi.

Moreno Scarchini, EnergRed

“Questi numeri mostrano quanto potenziale energetico esista già oggi nel sistema produttivo italiano” commenta Moreno Scarchini, ceo di EnergRed. “Una parte molto significativa del fotovoltaico installato nel Paese può essere riportata a piena efficienza attraverso operazioni di revamping tecnologico. Il nostro modello consente alle imprese di farlo senza sostenere investimenti diretti: interveniamo noi sugli impianti e restituiamo alle aziende energia pulita a costi più competitivi. In un Paese come l’Italia, dove il sole è una risorsa abbondante e spesso ancora sottoutilizzata, l’autonomia energetica non è più solo un obiettivo ambientale, ma un vero asset industriale per imprese di ogni dimensione. Impossibile non capirne il valore in giornate, purtroppo, come queste”.

Ma la transizione energetica non riguarda solo quanta energia produciamo, bensì anche come gestiamo l’impatto delle nuove infrastrutture tecnologiche. Renata Vachova, cluster president Southern Europe & managing director Adriatic di Alfa Laval, una delle aziende più interessanti del settore, aggiunge: “In questo contesto, mentre le industrie si adattano a pressioni crescenti, l’efficienza energetica emerge come la leva più rapida e ad alto impatto. E noi lo sappiamo bene.

Renata Vachova, Alfa Laval

I nostri scambiatori di calore a piastre possono essere fino al 50% più efficienti rispetto alle tecnologie tradizionali (a fascio tubiero), consentendo risparmi energetici significativi e una riduzione concreta delle emissioni di carbonio. Ogni anno, le nuove installazioni di scambiatori di calore a piastre Alfa Laval permettono ai nostri clienti di ridurre il fabbisogno di capacità energetica di circa 50 GW: un quantitativo sufficiente a coprire il riscaldamento di 10 milioni di abitazioni europee per un anno. Considerando che quasi la metà dei consumi energetici globali è legata al riscaldamento e al raffrescamento, il riutilizzo e l’ottimizzazione del calore rappresentano uno degli ambiti più immediati per generare risultati concreti”.

Quando si parla di transizione energetica e digitale si pensa quasi sempre solo alle emissioni, ma l’Europa ha inserito tra gli obiettivi per il 2030 anche la riduzione dell’inquinamento acustico.

Giorgio Cellerino, STS Isolamenti

“Stiamo crescendo a una velocità vertiginosa” racconta Giorgio Cellerino, ceo di STS Isolamenti, PMI innovativa di Torino, “Con la crescita dei data center, delle pompe di calore e dei sistemi HVAC, il rumore generato dagli impianti tecnologici diventa un fattore sempre più rilevante, soprattutto nelle aree urbane. Si stima che entro il 2030 gli investimenti solo nei data center in Europa possano superare i 97 miliardi di euro, spinti da AI, 5G ed edge computing. Questo significa sempre più infrastrutture installate vicino ai centri abitati e più rumore: non è un tema di comfort, ma di vera e propria infrastruttura della transizione energetica e digitale. Qui ci collochiamo noi, con i nostri brevetti e con soluzioni industriali per l’insonorizzazione degli impianti che rappresentano quasi un unicum nel mercato europeo, permettendo di coniugare crescita tecnologica e sostenibilità ambientale”.

Alessandra Accogli, Sinergy Flow

Accanto alla produzione e alla gestione degli impianti, un altro tassello decisivo della transizione riguarda la capacità di immagazzinare energia in modo efficiente e sostenibile. È su questo fronte che lavora Sinergy Flow, startup cleantech guidata da Alessandra Accogli, che sta sviluppando una batteria innovativa per l’accumulo energetico a lunga durata, superiore alle otto ore continuative. Il dispositivo si basa su una chimica proprietaria che utilizza materiali abbondanti, a basso costo e a basso impatto ambientale, come lo zolfo, con un approccio industriale orientato alla circolarità e alla riduzione della dipendenza da risorse critiche. “L’idea che ci guida è semplice e ambiziosa: democratizzare l’accesso alle materie prime e all’energia. All’interno di un concreto percorso di trasferimento tecnologico, dall’ideazione al prodotto, Sinergy Flow ha oggi scalato il dispositivo di oltre 10.000 volte rispetto alle prime fasi di sviluppo, lavorando sull’ingegnerizzazione dei materiali, sull’architettura del sistema e sulle logiche di gestione e controllo della batteria. Oggi la nostra startup sta accelerando lo sviluppo industriale della tecnologia, con l’obiettivo di completare la validazione del prodotto su scala commerciale entro il 2027 e prepararsi all’ingresso sul mercato”.

Marco Bersani, Circular Materials

Ma la transizione energetica non può prescindere da un altro nodo cruciale: la gestione delle materie prime critiche, sempre più centrali nelle nuove filiere industriali. Lo sottolinea Marco Bersani, Founder di Circular Materials: “Solo negli ultimi anni è emersa con chiarezza la fragilità delle supply chain globali di risorse chiave: non esiste green transition senza materie prime critiche, che tuttavia appartengono a filiere largamente al di fuori del nostro controllo. Proprio per questo, come per ogni risorsa preziosa, la priorità deve essere innanzitutto evitarne lo spreco. Per attuare modelli di circolarità servono soluzioni tecnologiche innovative che consentano di ridurre i costi operativi della gestione dei rifiuti e il recupero di materiali strategici, ottenendo così un doppio beneficio: ambientale ed economico. In questo modo la circolarità delle risorse diventa una leva industriale di competitività sempre più concreta, oltre che una necessaria scelta di sostenibilità. Ed è qui che noi ci collochiamo con una tecnologia innovativa e sostenibile in grado di trattare reflui industriali e recuperare metalli strategici, simultaneamente”.

L’articolo Energia pulita e efficienza industriale: il futuro delle imprese italiane passa dalle tecnologie cleantech è tratto da Forbes Italia.