23 Febbraio 2026

Enel punta sulla stabilità: maxi piano da 53 miliardi tra Europa e Usa

Enel accelera sugli investimenti e rafforza la remunerazione degli azionisti. Al Capital Markets Day di Milano il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha presentato il piano strategico 2026-2028: 53 miliardi di euro di investimenti, 10 miliardi in più rispetto al piano precedente, con focus su rinnovabili e reti nei Paesi a maggiore stabilità macroeconomica, in particolare Europa e Stati Uniti.

La crescita sarà accompagnata da un dividendo in aumento medio del 6% annuo e da un utile per azione atteso fino a 0,82 euro nel 2028. Spazio anche a buyback, data center e risparmi operativi grazie all’intelligenza artificiale.

I punti chiave

Il piano 2026-2028 prevede investimenti complessivi per 53 miliardi di euro, con un incremento di 10 miliardi rispetto alla strategia precedente.
Oltre 20 miliardi saranno destinati allo sviluppo delle rinnovabili, mentre più di 26 miliardi andranno al rafforzamento e all’espansione delle reti elettriche.
La politica di remunerazione prevede un dividendo di 0,49 euro per azione sull’esercizio 2025 e una crescita media annua del 6% fino al 2028.
L’utile netto ordinario per azione è atteso salire dagli attuali 0,69 euro stimati per il 2025 a un intervallo compreso tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028.
Il gruppo ha già individuato otto siti industriali per sviluppare data center, intercettando la crescita della domanda elettrica legata all’AI.

Conti, leva e visibilità sui flussi

Il piano 2026-2028 di Enel si fonda su un profilo finanziario rafforzato nel triennio precedente. Dopo il completamento del programma di dismissioni avviato nel 2022, il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed ebitda è sceso a 2,5 volte nel 2025.

Nel nuovo arco di piano il gruppo prevede circa 74 miliardi di ebitda ordinario cumulato, con oltre il 90% generato da attività regolate o contrattualizzate, reti e generazione coperta da Ppa di durata media pari a circa otto anni, rafforzando così la prevedibilità dei flussi di cassa.

La leva è attesa salire intorno a 3 volte, livello comunque inferiore alla media di settore, sostenuta da una flessibilità finanziaria stimata in circa 15 miliardi di euro.

Sul fronte della remunerazione, per l’esercizio 2025 sarà distribuito un dividendo di 0,49 euro per azione. Tra il 2025 e il 2028 il dividendo per azione è atteso crescere con un tasso medio annuo del 6%, in linea con l’utile netto ordinario per azione previsto tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028 (circa 0,69 euro nel 2025). La crescita sarà supportata anche dal programma di buyback e dal miglioramento dell’efficienza operativa.

Investimenti in reti e rinnovabili

Il piano prevede 53 miliardi di investimenti, quasi equamente divisi tra business integrato e reti. Oltre 26 miliardi saranno destinati al business integrato, di cui circa 20 miliardi alle rinnovabili: 15 gigawatt di nuova capacità (9 GW greenfield e 6 GW brownfield), che porteranno la capacità installata a oltre 80 GW nel 2028, dai 68 GW di fine 2025. Più del 75% della nuova capacità sarà eolica o programmabile, inclusi sistemi di accumulo.

Altri 26 miliardi andranno alle reti, con una concentrazione geografica del 55% in Italia, oltre il 20% in Iberia e circa il 25% in America Latina. La base clienti nel mercato libero è attesa crescere a 26 milioni nel 2028, dai 23 milioni del 2025.

AI e data center

Il gruppo ha anticipato di un anno il target di 1 miliardo di risparmi previsto dal piano precedente e punta ora a ulteriori 700 milioni entro il 2028, grazie a digitalizzazione, utilizzo dell’intelligenza artificiale e migrazione al cloud.

Tra i nuovi driver industriali figura il business dei data center: sono già stati individuati otto siti industriali, con possibilità di offrire connessione alla rete e fornitura di energia di lungo termine tramite Ppa. Confermato l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2040, dopo una riduzione stimata di quasi il 70% delle emissioni complessive rispetto al 2017 già raggiunta a fine 2025.

L’articolo Enel punta sulla stabilità: maxi piano da 53 miliardi tra Europa e Usa è tratto da Forbes Italia.