6 Marzo 2026

Donne e innovazione Stem: l’Italia al 4° posto in Europa per startup rosa

In Italia la presenza delle donne inventrici nelle discipline Stem continua a crescere, ma con lentezza. Nel 2022 ha raggiunto il 14,7%, in aumento rispetto al 13,8% del 2017 e leggermente al di sopra della media europea, ferma al 13,8%.

A fotografare l’andamento è il nuovo studio dell’osservatorio dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo), che evidenzia progressi graduali ma ancora insufficienti, con divari persistenti nell’imprenditoria deep tech, nelle professioni legate ai brevetti e nei percorsi post-laurea e di dottorato. Il report, diffuso in vista della Giornata internazionale della donna, offre dati utili alla definizione delle politiche europee sulla parità di genere e agli obiettivi della European Research Area, sottolineando come il rafforzamento della sovranità tecnologica passi anche attraverso una maggiore inclusione femminile nei settori ad alta intensità di innovazione.

Nonostante l’aumento della presenza femminile nei team di inventori, le donne restano meno spesso inventrici individuali, a indicare barriere strutturali ancora presenti. Tra i poli europei per le domande di brevetto presentate da donne, spicca Milano, unica città italiana nella top 30 e settima in Europa. Nel decennio 2013-2022 il tasso di inventrici Stem è passato dal 16,1% al 19,1%, superando di 4,4 punti la media nazionale e confermando Milano come principale hub italiano dell’innovazione femminile.

Startup e brevetti

Il gap di genere resta particolarmente evidente nel mondo delle startup deep tech che depositano brevetti. In Europa solo il 10% delle imprese che presentano domande all’Epo include almeno una donna tra i fondatori: in termini concreti, per ogni imprenditrice ci sono circa nove uomini nello stesso ruolo.

In questo scenario l’Italia mostra performance leggermente migliori della media europea. Il Paese è quarto in Europa per quota di donne fondatrici di startup che richiedono brevetti europei, con il 12,5%, dietro Spagna (19,2%), Portogallo (15,7%) e Irlanda (14,8%).

Nel complesso, il 17% delle startup italiane fondate da un team include almeno una donna, mentre il 9,1% è costituito da imprese interamente femminili. Anche tenendo conto di settore, fase di crescita e fascia d’età dei fondatori, l’Italia mantiene un vantaggio di circa tre punti percentuali rispetto alla media europea.

A livello continentale emerge però una dinamica interessante: le startup più giovani presentano una quota più elevata di fondatrici (14%), contro il 5,9% delle imprese con oltre vent’anni di attività. Tuttavia, le aziende cofondate da donne sembrano incontrare maggiori difficoltà nella fase di espansione, con una rappresentanza femminile che tende a ridursi nei round di finanziamento più avanzati.

Università e ricerca

In Italia le donne rappresentano il 39,3% dei laureati Stem nel 2023, collocando il Paese al 13° posto in Europa, ma la partecipazione alle attività brevettuali resta limitata. Tra il 2011 e il 2020, solo il 13,2% delle donne con dottorato Stem ha presentato domande di brevetto europeo, quota che sale al 15,9% nella fase post-dottorale.

Milano conferma il suo ruolo di hub dell’innovazione femminile: l’Università degli Studi di Milano si posiziona 16ª in Europa per brevetti femminili nelle life sciences, il Politecnico di Milano 16° durante il dottorato e 6° nel post-doc, mentre il Politecnico di Torino figura tra i primi venti istituti europei.

I settori dove le donne brevettano di più

La partecipazione femminile varia significativamente per ambito tecnologico. Le quote più elevate di inventrici si registrano nel farmaceutico (34,9%), nelle biotecnologie (34,2%) e nella chimica alimentare (32,3%), settori legati alle scienze della vita dove la presenza femminile nella ricerca è storicamente più alta.

All’opposto, diversi comparti dell’ingegneria – pur concentrando un numero elevato di brevetti – presentano le percentuali più basse: macchine utensili (5,7%), processi di comunicazione di base (5,5%) ed elementi meccanici (4,9%).

Le università e gli enti pubblici di ricerca restano gli ambienti con la maggiore presenza di inventrici (24,4%), mentre Pmi e inventori individuali registrano livelli sensibilmente inferiori.

Lo studio evidenzia infine segnali incoraggianti nelle professioni collegate al sistema dell’innovazione. In Europa le donne rappresentano oggi il 29,2% degli avvocati specializzati in brevetti europei, una quota in costante aumento che contribuisce a rafforzare gli sforzi per una maggiore diversità e inclusione nei settori scientifici e tecnologici.

L’articolo Donne e innovazione Stem: l’Italia al 4° posto in Europa per startup rosa è tratto da Forbes Italia.