Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Oggi le persone chiedono di più alla sanità: non solo competenza clinica, ma tempo, ascolto, empatia. Nell’aprile 2025, nel quartiere San Giovanni a Roma, ha aperto il Sanismart Medical Center, poliambulatorio privato multidisciplinare del Gruppo Sanismart. Alla base una tesi: qualità clinica e calore umano non sono un compromesso, ma una scelta organizzativa.
A guidarlo sono due profili difficili da immaginare allo stesso tavolo: Giancarlo Caiazzo, 31 anni, medico specialista in medicina interna, cofondatore e direttore sanitario, e Francesco Di Pasqua, 34 anni, astrofisico e statistico con esperienza nel mondo della finanza, cofondatore e amministratore unico. Con loro, il socio Elia Pignataro, responsabile del polo pediatrico, e il primo investitore, il cardiologo e imprenditore spagnolo Borja Ruiz Mateos. Insieme hanno costruito un centro che vuole applicare logiche d’impresa senza sacrificare la cura.
Dall’idea al progetto imprenditoriale
Caiazzo e Di Pasqua si sono conosciuti da studenti alla Sapienza. Da un pranzo del 2023 è nata l’idea di un poliambulatorio che rimetta la persona al centro. “Volevamo costruire un posto dove portare la nostra famiglia”, racconta Caiazzo. Di Pasqua ha visto lo spazio per applicare alla sanità le proprie competenze gestionali. Insieme hanno definito un business plan e hanno trovato in Ruiz Mateos un investitore che ha creduto in loro come persone prima ancora che nel progetto.
Fino all’apertura hanno gestito personalmente, senza intermediari, l’intero iter: autorizzazioni, enti, spazi, selezione degli specialisti. La stessa logica ‘self-made’ governa il digitale, curato internamente: un dominio giovane già in prima pagina su Google per molte parole chiave del settore, autonomo dalla pubblicità a pagamento.
Due competenze complementari alla guida del centro
Il vero asset non è il listino delle oltre 30 specialità, ma l’architettura di governance: due direzioni complementari, una clinico-sanitaria e una manageriale, dove la responsabilità clinica e quella gestionale restano distinte, ma non separate. Parlano lingue diverse e si correggono a vicenda. “La qualità della cura comincia dal tempo dedicato alla persona”, spiega Caiazzo. “Il tempo dedicato al paziente è una scelta strutturale, non un valore di facciata: un poliambulatorio non si misura nel numero di visite, ma in quanto ogni paziente esce dalla porta sentendosi davvero compreso”.
Di Pasqua tiene l’altra estremità: “Il mio lavoro è tradurre la visione clinica in un sistema che regga nel tempo. Vengo dai numeri, dall’astrofisica e dalla statistica, e li porto in un settore poco abituato a un approccio analitico e finanziario. Qualità della cura e solidità d’impresa non sono in tensione: sono la stessa cosa, se si costruisce il sistema giusto”.
Valorizzare i professionisti per migliorare la cura
Qui sta il cuore della tesi. Il modello non mette al centro solo il paziente, ma anche il professionista. “Tempi della visita rispettati e non compressi, équipe multidisciplinari che si confrontano sui casi clinici, strumentazione adeguata: mettere i medici nelle migliori condizioni di lavoro è ciò che permette loro di esprimere il potenziale clinico”, spiega Caiazzo.
Di Pasqua aggiunge che “un’idea alla base del Sanismart Medical Center è inquadrare il professionista sanitario non come semplice lavoratore, ma come parte integrante e fondamentale del progetto. Il nostro obiettivo non è solo cercare lavoratori, ma trovare professionisti intenti a realizzarsi e a costruire, all’interno del nostro progetto, un progetto tutto loro, con il nostro supporto. Mettere il professionista nelle migliori condizioni di lavoro e in un ambiente stimolante credo sia il fulcro che gli permette di lavorare al meglio e, quindi, di fornire la migliore assistenza possibile”.
Crescita e obiettivi di espansione
La visione si traduce su tre piani: l’ambiente di lavoro, il coinvolgimento dei medici – liberi di costruire un proprio percorso dentro il centro – e un sistema incentivante, pratica rara nei contesti sanitari italiani: una logica moderna, di matrice aziendale, che allinea il successo dei singoli a quello del centro. L’ipotesi è che medici messi nelle condizioni giuste producano una cura migliore.
L’offerta ruota attorno a oltre 60 professionisti, tre macro progetti – Sanismart Junior, Sport e Beauty – e un’accessibilità concreta: prenotazione online sempre disponibile, nessuna impegnativa, convenzioni con aziende, mutue e società di gestione del welfare aziendale. A poco più di un anno dalla fondazione, i ricavi del primo quadrimestre 2026 hanno superato di circa il 50% le previsioni interne. Ma il vero termometro, per i fondatori, sono le recensioni indipendenti dei pazienti – cinque stelle di media su Google con oltre 400 recensioni, 10/10 su iDoctors, il badge ‘Amata dai pazienti’ su CupSolidale – con il passaparola che è ormai primo motore di crescita.
L’orizzonte va oltre il singolo centro: è in programma un secondo polo entro il 2028, primo passo di una rete italiana, resa concreta dal fatto che processi, governance e cultura clinica sono stati codificati fin dall’inizio per essere trasferiti altrove, non reinventati. La differenza è tra un’attività che funziona perché funzionano le persone e una che funziona perché funziona il sistema: la prima è un buon ambulatorio, la seconda è scalabile. Sanismart vuole essere la seconda.
L’articolo Così un medico e un astrofisico vogliono cambiare la sanità privata partendo da un poliambulatorio è tratto da Forbes Italia.