22 Luglio 2026

Così questa startup romana fondata da due under 30 scommette sull’IA per rivoluzionare il networking aziendale

Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Le aziende investono budget consistenti per partecipare a fiere, conferenze e meeting, ma quasi nessuna sa rispondere a una domanda semplice: quanti contatti sono davvero tornati a casa dopo l’evento, e quanti si sono trasformati in opportunità di business concrete? Secondo le stime di Tac, startup romana fondata da due under 30, sei lead raccolti durante un evento su dieci non entrano mai in un crm, e oltre il 30% del budget destinato agli eventi viene allocato senza dati reali sul ritorno.

È in questo buco nero tra la stretta di mano e il sistema di vendita tradizionale che l’azienda ha deciso di costruire il proprio business. La chiave, per Tac, è un cambio di visuale: per anni gestire e qualificare i contatti raccolti agli eventi è stato un ‘nice-to-have’: utile, ma rinunciabile. Con la pressione sui budget e l’ossessione per la misurabilità, è diventato un bisogno. Le aziende non vogliono più solo presidiare un evento, ma anche sapere quanto rende. È qui che la piattaforma gioca la sua carta principale, permettendo di calcolare il Roi di ogni evento a cui si partecipa — dai contatti recuperati alle opportunità di business che ne derivano.

Da smart business card a piattaforma per le relazioni

Fondata da Matteo Saltarello (ceo) ed Edoardo Costa (cro), Tac (Touch & Contact) è nata come prima smart card digitale italiana: un biglietto da visita elettronico, condivisibile con un tocco. Oggi quel prodotto è solo la porta d’ingresso: “La business card è stata il punto di partenza, non il traguardo”, spiega Saltarello. “La vera opportunità non è scambiare un contatto, ma trasformarlo in una relazione che genera valore e poterlo misurare”.

Il riposizionamento è il cuore della nuova fase. Tac non si presenta più come uno strumento per scambiarsi i dati, ma come una piattaforma che governa l’intero ciclo della relazione professionale: acquisire, arricchire, attivare.

L’intelligenza artificiale al servizio del networking

Un contatto raccolto a un evento — via scansione di un biglietto cartaceo, integrazione con il calendario o con LinkedIn — confluisce automaticamente nel sistema; uno scanner IA universale digitalizza qualsiasi input (biglietto cartaceo, badge, qr code di Linkedin, etc.) trasformandolo in dati strutturati, pronti per essere qualificati e attivati. Un software che industrializza ciò che finora era affidato alla memoria e alla buona volontà del singolo.

Il salto più recente è proprio l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel prodotto, concentrata su due snodi: l’arricchimento dei contatti — dove l’IA completa in automatico ogni profilo con dati pubblici su persona e azienda, alzando la qualità della qualifica — e il follow-up, dove suggerisce task ed email personalizzati per attivare subito la relazione e portare il contatto qualificato nel crm. “Le persone guidano il business, noi guidiamo le persone”, sintetizza Costa. “Diamo struttura, tempistiche e tecnologia a quello che prima era un processo casuale”. La piattaforma si integra con Salesforce, HubSpot, Microsoft Dynamics 365 e Zapier ed è certificata Iso 9001 e Iso 27001, oltre che conforme al Gdpr, dettaglio non secondario quando si maneggiano dati di contatto di una forza vendita.

Crescita e il lancio di Tac Events

I numeri dimostrano una base consolidata e in forte crescita: oltre 700 aziende clienti e più di 100mila utenti, tra cui gruppi industriali, multinazionali del largo consumo e leader della sicurezza domestica, per più di 4,5 milioni di connessioni e interazioni gestite e profili condivisi oltre 400mila volte. Nell’ultimo anno la società ha raddoppiato il fatturato, con app che viaggiano su valutazioni tra 4,8 e 4,9 su 5.
La novità in arrivo si chiama Tac Events e sposta il baricentro dal singolo professionista all’evento nel complesso.

L’idea è gestire il networking tra i partecipanti lungo le tre fasi che oggi nessuno presidia in modo unitario: prima dell’evento, con un matchmaking intelligente che suggerisce a ciascuno le persone giuste da incontrare; durante, facilitando connessioni e scambi; dopo, trasformando gli incontri in follow-up strutturati e in dati utilizzabili da organizzatori ed espositori. Per Tac è il passaggio da prodotto a infrastruttura: non più solo un’app in tasca al venditore, ma il software che fa funzionare la rete di relazioni di un’intera manifestazione.

Il round da 1,8 milioni e la strategia di crescita

A sostenere questa accelerazione c’è il capitale raccolto lo scorso anno: un round da 1,8 milioni di euro chiuso con business angel e investitori privati, le cui risorse sono andate proprio ad assunzioni, sviluppo prodotto, intelligenza artificiale e lancio della piattaforma eventi. Come investitore di riferimento c’è Humans.tech, software house italiana specializzata in IA e tra le realtà a più rapida crescita in Europa secondo Financial Times e Statista. I fondatori, Mario De Santis (ceo) e Marco Ciotoli (coo), hanno messo a disposizione di Tac non solo risorse, ma competenze tecniche e di prodotto, contribuendo direttamente allo sviluppo della piattaforma e alla definizione della visione di Tac Events.

“Abbiamo deciso di investire in Tac perché legge il mercato con chiarezza: un mercato che premia il valore delle relazioni, non solo un dato registrato nei classici crm”, afferma De Santis. “La visione di Tac anticipa e valorizza il mondo delle relazioni, e noi volevamo farne parte”. Sul fronte dei privati figurano Andrea Notaro (Rothschild), Pierpaolo Fraudatario (Creare Advisory), Valerio Zoino, Scm con Francesco Ghisleni e Andrea Filippetti; tra le società e i veicoli d’investimento, Valerio Management & Family, Zeta Investimenti, Ventive, Rigel e Moffu.

La storia di Tac intercetta una tendenza: in un mercato del software commerciale affollato di crm, la società scommette su ciò che accade prima del crm, il momento, finora opaco, in cui una relazione nasce. “Vogliamo che ogni incontro diventi un dato, e ogni dato un’opportunità”, dice Saltarello.

L’articolo Così questa startup romana fondata da due under 30 scommette sull’IA per rivoluzionare il networking aziendale è tratto da Forbes Italia.