Negli ultimi anni, il tema della tokenizzazione è passato da buzzword tecnologica a infrastruttura concreta per i mercati finanziari. Ma cosa significa davvero tokenizzare uno strumento finanziario? E soprattutto, perché oggi questo tema è rilevante per banche, investitori e emittenti? Ne parliamo con Antonio Chiarello, il fondatore e ceo di Weltix, operatore italiano tra i pochi autorizzati da Consob a gestire registri Dlt per strumenti finanziari.
Dott. Chiarello, cosa significa tokenizzazione degli strumenti finanziari?
La tokenizzazione consiste nell’emissione di strumenti finanziari come azioni, bond o altri titoli di debito direttamente in formato digitale, registrati su infrastrutture Dlt, Distributed ledger technology, con pieno valore legale. Non si tratta quindi della semplice copia su blockchain di un titolo tradizionale, ma della nascita nativa digitale dello strumento. Questo approccio consente di semplificare tutte le fasi del ciclo di vita: emissione, sottoscrizione, trasferimento e gestione post-investimento, con benefici in termini di efficienza, trasparenza e tracciabilità. Nel medio termine, il vero impatto riguarda i private markets. Asset oggi complessi, illiquidi e gestiti con processi manuali e inefficienti possono diventare più accessibili e gestibili.
In Italia, chi può tokenizzare strumenti finanziari e quale licenza è necessaria?
Il quadro normativo italiano è stato definito dal Decreto FinTech (ndr. D.L. 25/2023) e dai regolamenti attuativi Consob, che introducono la figura del Responsabile del Registro Dlt. Si tratta di un soggetto autorizzato a gestire l’emissione e la circolazione degli strumenti finanziari digitali con efficacia giuridica. L’autorizzazione richiede requisiti stringenti, tra cui compliance Aml/Kyc, presidi organizzativi e robustezza dell’infrastruttura tecnologica. Weltix rientra tra i pochissimi operatori autorizzati in Italia a svolgere questo ruolo, anche per conto terzi, posizionandosi come infrastruttura regolamentata per l’emissione di strumenti finanziari digitali a servizio di operatori istituzionali.
Quali sono i primi casi concreti in Italia?
Il mercato ha iniziato a muoversi in modo concreto su più fronti. Da un lato ci sono state operazioni di tokenizzazione di equity, e la nostra esperienza nasce proprio da lì, visto che Weltix è stata tra i primi operatori a lavorare sulla digitalizzazione delle proprie azioni. Inoltre, negli ultimi mesi abbiamo visto le prime due operazioni reali su strumenti di debito e prodotti bancari. C’è stato il primo minibond tokenizzato su blockchain pubblica, da 5 milioni di euro, emesso da E4 Computer Engineering e sottoscritto da UniCredit e Cassa Depositi e Prestiti, con Weltix come Responsabile del Registro. E una nota strutturata tokenizzata emessa da UniCredit e destinata a investitori privati, sempre con Weltix. Queste operazioni segnano un passaggio importante. La tokenizzazione non è più sperimentazione, ma entra nella finanza regolamentata e distribuita da primari operatori bancari.
Secondo lei, la tokenizzazione è sufficiente per sbloccare i private markets?
No, la tokenizzazione è solo uno dei layer. Il vero limite dei private markets oggi è infrastrutturale: processi frammentati, gestione complessa degli investitori, governance inefficiente e costi operativi elevati. Per questo, soluzioni che riguardano i singoli componenti non sono sufficienti, ma sono necessarie piattaforme integrate che combinano le varie fasi di vita di un private asset: emissione anche tokenizzata, collocamento, investor relation, governance e fiscalità.
In questo contesto si inserisce Weltix, che si posiziona come un Private assets operating system, un’infrastruttura che unifica questi elementi in un unico stack regolamentato e digitale. Oltre all’autorizzazione per la tokenizzazione, infatti, abbiamo anche quella per il collocamento di strumenti finanziari e per i servizi fiduciari e di gestione fiscale. Forti dell’essere fortemente regolati, la nostra piattaforma digitale ci permette di lavorare su più fronti. Supportiamo società emittenti nel collocamento di equity e debito, anche tokenizzati, e nella gestione degli investitori. Affianchiamo fondi, syndicate manager e family office nella semplificazione della governance e nella gestione dei club deal. E aiutiamo banche e intermediari finanziari a potenziare l’offerta sui private asset attraverso la tokenizzazione e l’infrastruttura regolamentata. Quindi la tokenizzazione in Weltix non è un prodotto isolato, è il motore che rende più efficiente tutto l’ecosistema della finanza privata digitale.
L’articolo Cos’è la tokenizzazione degli strumenti finanziari e perché sta cambiando i private asset è tratto da Forbes Italia.