Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
L’intersezione tra innovazione, intelligenza artificiale e sostenibilità sta ridefinendo la sanità del futuro. L’IA, in particolare, si configura come uno dei principali motori del cambiamento, sia nell’ottica di migliorare i servizi di assistenza, sia come strumento complementare e di supporto al medico.
Cds – La tua casa della salute, network di 43 strutture poliambulatoriali presente in Liguria, Piemonte, Sardegna e Val d’Aosta, ha sviluppato un percorso di innovazione in tutta la sua rete con la progressiva adozione di soluzioni di IA. Si concentra soprattutto sul supporto ai processi clinici, con particolare attenzione alla radiologia. “Da circa un anno stiamo lavorando all’introduzione dell’IA a supporto del workflow di diagnostica per immagini”, spiega Marco Fertonani, ceo e fondatore di Cds – La tua casa della salute. “In generale guardiamo a tutte quelle innovazioni basate sull’IA che possono portare un reale impatto in ambito clinico o a supporto dei processi organizzativi”.
Investimenti per migliorare diagnosi ed esperienza del paziente
L’azienda, che oggi conta più di 700 dipendenti, 1.200 medici ed eroga oltre 1,3 milioni di prestazioni annue, nel 2026 prosegue il piano di investimenti da circa 35 milioni di euro per nuove aperture e tecnologie di ultima generazione. “Abbiamo dotato i nostri macchinari di diagnostica di un insieme di modelli di intelligenza artificiale (Deep Resolve) che consentono di ottimizzare la ricostruzione delle immagini, riducendo i tempi per la loro acquisizione e aumentandone risoluzione e nitidezza. Queste tecnologie generano benefici per il paziente quali riduzione dei tempi di permanenza in macchina, maggiore comfort, referti di qualità superiore e diagnosi più accurate”.
Un supporto al medico, non un sostituto
Il mercato sanitario globale e nazionale si trova in una fase di forte accelerazione verso l’adozione dell’intelligenza artificiale. Questo percorso pone l’accento sul delicato equilibrio tra innovazione e autonomia del medico. “L’intelligenza artificiale va vista come uno strumento a supporto dell’azione clinica e mai come suo sostituto”, commenta Fertonani. “Le innovazioni basate sull’IA che stiamo introducendo vanno in questa direzione: mettere i medici nelle condizioni di lavorare con strumenti innovativi, affidabili e sicuri, che valorizzano la loro professionalità senza limitarne la piena autonomia. L’adozione dell’IA deve permettere di sollevare il medico da compiti ripetitivi e a basso valore aggiunto e contribuire a un miglioramento continuo della qualità delle cure e dell’esperienza del paziente”.
“Nell’ambito della diagnostica per immagini, ad esempio, abbiamo introdotto una piattaforma di strumenti basati sull’intelligenza artificiale che supportano i radiologi nella diagnosi e nella refertazione per quattro modalità diagnostiche (rx, tac, risonanza magnetica e mammografia) e oltre dieci prestazioni. L’adozione di strumenti di supporto decisionale basati sull’intelligenza artificiale è totalmente integrata nel workflow di diagnosi e refertazione e consente al professionista di avvalersi di una sorta di second opinion qualificata, ma non invasiva, che lascia massima libertà al clinico e consente una maggiore accuratezza diagnostica”.
Tra interesse e diffusione resta un gap da colmare
Tra percezione e adozione, l’IA sta generando un paradosso. Dall’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano emerge che le aziende sanitarie indicano per il 71% (+8% rispetto al 2025) l’adozione dell’intelligenza artificiale tra le priorità per i prossimi anni. Allo stesso tempo, le soluzioni di IA per il supporto alla diagnosi sono presenti solo nel 10% delle strutture sanitarie. L’adozione dell’IA, secondo Fertonani, “presuppone una rigorosa fase di verifica di compliance sugli strumenti valutati e, in un mercato che offre molte alternative, saper approfondire gli aspetti più tecnici delle soluzioni.
È necessario, inoltre, un efficace processo analitico di valutazione degli impatti, poiché, a fronte di costi certi, non sempre le aziende sanno trasformare i vantaggi dell’IA in kpi e driver misurabili. Tutti questi aspetti, aggiunti a uno scenario normativo articolato, diventano spesso barriere a percorsi di adozione”. Se l’IA viene integrata con visione e responsabilità, può contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso alle cure, supportando lo sviluppo della medicina predittiva e la gestione della cronicità, rendendo il sistema sanitario più sostenibile.
Innovazione ed Esg per una sanità più sostenibile
Cds, dal 2020 controllata da Italmobiliare, una delle principali holding di investimento del nostro Paese, quotata alla Borsa Italiana e guidata dalla famiglia Pesenti, è molto attenta alla sostenibilità e da fine 2025 ha adottato lo status giuridico di società benefit. “L’ingresso del nuovo azionista ha stimolato lo sviluppo di un’evoluta e ambiziosa strategia esg, che si riflette nelle molte azioni concrete avviate in questi anni”, aggiunge Fertonani. “Cds ha adottato un codice etico e politiche di sostenibilità che guidano ogni aspetto dell’operatività e aderito al Global Compact delle Nazioni unite, impegnandosi a contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile”.
“L’azienda ha inoltre aderito ai Women’s Empowerment Principles e raggiunto la certificazione Rina della parità di genere. Dopo un iter valutativo di oltre 18 mesi, Cds ha inoltre ottenuto la certificazione B Corp, che misura in modo indipendente e oggettivo l’impatto sociale e ambientale dell’impresa. Abbiamo inoltre formalizzato l’adesione alla Science Based Targets Initiative, programma che guida le imprese in una climate action misurabile scientificamente, impegnandoci a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050”.
La sfida è integrare l’IA con responsabilità
In un panorama normativo e manageriale complesso, la sfida del futuro non è decidere se integrare l’intelligenza artificiale, ma come farlo, ovvero trasformando i vincoli normativi in garanzie di sicurezza e gli algoritmi in alleati invisibili. Solo così l’innovazione tecnologica può compiere la sua vera missione: liberare il tempo del medico per restituirlo, con più valore e cura, al paziente.
L’articolo Cds accelera sull’intelligenza artificiale: così cambia la diagnostica e la sanità del futuro è tratto da Forbes Italia.