BeNewtral, startup fondata da Nicolò Verardi e Riccardo Frezzato, attiva nel settore del clean tech, con focus sulla produzione di materiali innovativi per l’edilizia del futuro, ha chiuso un aumento di capitale del valore di 7 milioni di euro, portando a 11 milioni di euro la raccolta totale.
BeNewtral, round da 7 milioni di euro
L’operazione è stata finalizzata a soli tre mesi dalla presentazione ufficiale al mercato di ReBind, un materiale completamente diverso dal cemento ma in grado di sostituirlo integralmente nella produzione del calcestruzzo, garantendo le medesime prestazioni. Con un basso impatto ambientale e sviluppato sulla base della tecnologia proprietaria di BeNewtral, ReBind rappresenta una soluzione di nuova generazione per il settore delle costruzioni, grazie a processi chimici e fisici a basso consumo energetico che riducono le emissioni fino al 90% rispetto al cemento Portland, senza rinunciare a durabilità e resistenza.
Lead investor del round è Cdp Venture Capital, attraverso il comparto Infratech del proprio fondo Corporate Partners I. Ad affiancarlo ci sono i soci storici che sostengono BeNewtral sin dall’inizio – NovaCapital, Eureka! Venture Sgr e Tech4Planet, il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per la Sostenibilità Ambientale promosso da Cdp Venture Capital – insieme a un gruppo selezionato di investitori privati, tra cui Edoardo Vernazza, imprenditore titolare di San Colombano Costruzioni e presidente di Ance Giovani, e altri nuovi angel investors provenienti dal mondo industriale, della consulenza e manageriale, a testimonianza dell’interesse crescente verso la tecnologia sviluppata dalla società.
Investimenti per crescita industriale, ricerca e mercato
I nuovi capitali saranno destinati al potenziamento delle attività di ricerca, oltre che all’incremento della capacità produttiva e allo sviluppo delle attività commerciali. Sul fronte della produzione, BeNewtral, contestualmente alla raccolta fondi, ha acquisito un impianto a Pavia, che costituirà il primo impianto pilota sulla base del quale costruire i successivi e che porterà la capacità produttiva ad oltre 25k ton annue, permettendo alla società di diventare il primo produttore di leganti alternativi in Italia.
Sul fronte R&D, BeNewtral investirà nella creazione di un laboratorio di nuova generazione per lo sviluppo dei leganti alternativi, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento scientifico e industriale, grazie a partnership strategiche con università italiane e centri di ricerca esteri, e a un team dedicato di circa 20 ricercatori, ingegneri e tecnologi. Sul fronte commerciale, BeNewtral investirà nello sviluppo di una rete strutturata di partnership con importanti produttori di calcestruzzo, che rappresentano il primo mercato naturale per l’adozione dei leganti alternativi. L’obiettivo è integrare progressivamente ReBind nelle filiere produttive esistenti, facilitandone l’utilizzo nei processi industriali già in essere e accelerando la diffusione del materiale attraverso operatori consolidati del settore.
La visione dei fondatori
“Questa operazione”, hanno dichiarato Nicolò Verardi e Riccardo Frezzato, “rappresenta un nuovo passo per BeNewtral nel percorso che sta tracciando per portare un beneficio a tutti. Il cemento è ovunque e il suo impatto ambientale è una sfida collettiva: per questo la chiusura del round non è un successo solo per noi, ma la conferma che investitori, istituzioni e il settore dell’edilizia percepiscono la necessità di un cambiamento. Ora che abbiamo completato lo sviluppo del prodotto e creato un modello di crescita scalabile, con la fiducia dei nostri investitori, nuovi e storici, potremo accelerare il piano di crescita e ampliare gli ambiti di applicazione”.
“Potremo così – proseguono – consolidare la nostra leadership tecnologica, mantenendo centrale la minimizzazione dell’impatto ambientale e la sostenibilità del settore dei materiali da costruzione. Lavoriamo per offrire un nuovo paradigma produttivo, un modello che mette al centro convenienza economica per i clienti e positivo impatto ambientale e sociale. Stiamo introducendo in un settore di materie prime sempre più scarse, dominato da processi energivori ed emissivi, oggi basati principalmente su estrazione da cava e produzioni ad altissima temperatura, prodotti equivalenti derivanti da materiali di scarto ampiamente disponibili, usando processi produttivi a bassissime emissioni e minimizzando il consumo di nuove risorse preziose, come minerali ed acqua”.
Background: il mercato del cemento
Il cemento è il “materiale invisibile” che regge quasi tutta l’edilizia e le infrastrutture: nel 2024 in Italia la produzione ha raggiunto 19,36 milioni di tonnellate, mentre i consumi interni sono saliti a 20,81 milioni di tonnellate (+5% sul 2023). È il materiale più utilizzato al mondo e la sua produzione cuba equivale a circa l’8% delle emissioni di Co2 globali. A causa dell’aumento dei costi dell’energia e delle pressioni in ottica decarbonizzazione e dei relativi costi il prezzo del cemento è raddoppiato e la WCA stima che potrebbe triplicare entro il 2030 se non si trovano alternative.
La non sostenibilità ambientale ed economica del cemento così come concepito da Portland ha spinto quindi il mercato sia verso la mitigazione dell’impatto ambientale del cemento attraverso la ricerca di materie prime alternative, sia verso la ricerca di soluzioni e materiali drasticamente diversi e concepiti in maniera diversa. Da qui il fiorire di molte startup nel mondo (Sublime Systems, Brimstone), in Europa (Hoffmann Green Cement, Betolar, Material Evolution) e oggi anche in Italia, con BeNewtral.
Oltre alla storica pressione sui prezzi, uno dei principali freni all’innovazione nel settore è stato finora rappresentato dal quadro normativo, tradizionalmente costruito attorno a materiali e processi consolidati e quindi poco aperto a soluzioni radicalmente nuove. Tuttavia, negli ultimi anni si stanno affermando a livello europeo e nazionale approcci sempre più orientati a criteri prestazionali (performance-based), che valutano i materiali in funzione delle performance tecniche e ambientali nel ciclo di vita, piuttosto che della sola composizione o del processo produttivo. Questo cambiamento consente oggi di valorizzare soluzioni che garantiscono pari o migliori prestazioni con un impatto ambientale drasticamente ridotto. In questo scenario, la combinazione di pressione economica, urgenza climatica e maturità tecnologica rende questo il momento giusto per ripensare radicalmente il cemento.
Il prodotto
La tecnologia di BeNewtral introduce un legante innovativo ottenuto dalla trasformazione di sottoprodotti industriali non pericolosi, provenienti da filiere tracciate e selezionate. Materiali che oggi costituiscono un costo ambientale e gestionale vengono recuperati e reintegrati in un nuovo ciclo produttivo, contribuendo alla creazione di un modello circolare.
Non solo sostenibilità ambientale, ma anche performance tecniche e sostenibilità economica: BeNewtral, infatti, non propone una semplice ottimizzazione del cemento tradizionale, ma un modello produttivo completamente diverso, che ha le stesse proprietà meccaniche e resistenza del cemento, ha maggior durabilità del cemento anche in ambienti ostili sottoposti all’attacco di cloruri o acidi, riduce drasticamente il consumo di energia grazie a un processo interamente a freddo (-98%), riutilizza sottoprodotti industriali dandogli nuova vita in ottica di economia circolare e consente una produzione decentralizzata, basata su micro-impianti locali, flessibili e a basso investimento iniziale.
L’articolo BeNewtral chiude un round da 7 milioni di euro e punta a decarbonizzare il cemento è tratto da Forbes Italia.