Shantanu Narayen lascia la guida di Adobe dopo diciotto anni da amministratore delegato. Lo ha annunciato in una lettera ai dipendenti, spiegando che nei prossimi mesi lavorerà con il lead director Frank Calderoni e con il board per individuare un successore e garantire una transizione graduale.
Narayen resterà presidente del consiglio di amministrazione per affiancare il prossimo ceo, un ruolo simile a quello svolto in passato dai suoi predecessori John Warnock e Charles Geschke quando lui stesso aveva assunto la guida dell’azienda.
“La prossima era della creatività si sta scrivendo proprio ora, plasmata dall’intelligenza artificiale, da nuovi flussi di lavoro e da forme di espressione completamente nuove. Adobe non ha mai aspettato che il futuro arrivasse. Lo abbiamo anticipato. Lo abbiamo costruito. E lo abbiamo guidato. Ciò che mi dà la massima fiducia non è solo la nostra tecnologia, ma anche le nostre persone. Il vostro ingegno, la vostra resilienza e il vostro impegno verso i clienti sono ciò che definirà questo momento”, ha scritto Narayen.
Come ha reagito il mercato
Le dimissioni di Shantanu Narayen hanno accentuato le tensioni attorno a Adobe in un momento già complesso per l’intero settore software. Il titolo della società sta perdendo oltre l’8% nelle contrattazioni pre-market, riflettendo le crescenti preoccupazioni degli investitori sugli effetti che l’intelligenza artificiale potrebbe avere sul mercato dei software creativi.
La reazione negativa si inserisce in un contesto di debolezza del comparto tecnologico. Come riportato da Reuters, secondo gli analisti di Morgan Stanley, l’uscita di una figura di riferimento come Narayen rischia di alimentare ulteriormente l’incertezza degli investitori, proprio mentre Adobe è chiamata a dimostrare la propria capacità di adattarsi alle profonde trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nel settore.
La trimestrale
Adobe ha chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi a 6,4 miliardi di dollari, in crescita del 12% su base annua. La società ha inoltre riportato flussi di cassa operativi record di 2,96 miliardi di dollari e un utile per azione di 4,60 dollari su base gaap e 6,06 dollari su base non-gaap. Crescono le attività legate all’intelligenza artificiale, con ricavi riccorenti annuali “AI-first” più che triplicati rispetto all’anno precedente.
“Adobe ha registrato risultati record nel primo trimestre, con ricavi ricorrenti annuali legati all’intelligenza artificiale più che triplicati rispetto all’anno precedente e un aumento del 13% dei ricavi da abbonamenti”, ha dichiarato Narayen”,
Dan Durn, vicepresidente esecutivo e cfo di Adobe, ha detto: “Mentre acceleriamo le funzionalità basate sull’Ia in materia di creatività, produttività e orchestrazione dell’esperienza del cliente, Adobe è ben posizionata per una crescita redditizia e continua”.
L’articolo Adobe registra ricavi record. Ma le azioni crollano dopo le dimissioni del ceo è tratto da Forbes Italia.